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mercoledì 3 maggio 2017

Schiaparelli Exhibition "Story-tailoring" - International Festival of Fashion and Photography, Hyères

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Elsa Schiaparelli e Marie-Laure de Noailles hanno profonde basi comuni. Entrambe hanno avuto successo nel creare la propria immagine: una attraverso la propria casa di moda, l'altra attraverso i numerosi progetti artistici che ha promosso sia come mecenate sia come protagonista. Hanno condiviso gli stessi amici artisti. Lavorare con Dalí, Cocteau e Man Ray ha rappresentato lo stimolo per collaborazioni iconiche. Queste due personalità hanno permesso al mondo della moda, del cinema e delle belle arti di prosperare con una libertà senza precedenti. Con un atteggiamento di sfida nei confronti delle convenzioni, la loro passione e audacia per una creatività decisamente innovativa, hanno reso possibile l'espressione della loro straordinaria visione.
 
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Nel 1927, sono accaduti due eventi apparentemente non collegati, eppure entrambi si focalizzano sullo sportif, sulla libertà del corpo e sulla modernità. Elsa Schiaparelli iniziò in quell’anno il suo percorso nella Haute Couture con maglioni in bianco e nero portati con cravatte d’ispirazione trompe-l'oeil. Marie-Laure de Noailles aggiunse alla sua villa disegnata da Robert Mallet-Stevens a Hyères una piscina pensata ancora una volta dall'architetto. Due elementi che avrebbero dato origine a sperimentazioni artistiche, sia surrealiste che avanguardiste, magnifiche e inquietanti, sia nella Haute Couture sia nel cinema d'arte.
 
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Tornando al 2017 - La piscina della villa Noailles presenta la mostra di Schiaparelli. Il punto di partenza è un ritratto di Marie-Laure che indossa una giacca di Schiaparelli, fotografata da Man Ray. Le giacche sono una delle creazioni iconiche di Schiaparelli. Marie-Laure non aveva giudicato male. Man Ray, il primo amico-artista ad aver fotografato Elsa Schiaparelli quando viveva a New York intorno al 1920, neppure.
 
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Il taglio, l'architettura delle spalle, i ricami di Lesage incandescenti o ultra-opachi, i materiali innovativi, i tessuti su misura per la casa, i modelli astratti o narrativi, un contrasto di materiali nobili, ordinari o inaspettati, bottoni vividi o con fantasie rendono la sartorialità di Schiaparelli una vera tela per dipingere storie.
 
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La mostra presenta le creazioni di Bertrand Guyon, style director della Maison Schiaparelli. Evidenziano la sua ripresa del gioco tra femminile e maschile, tra rigore e fantasia, eleganza e allure. Tuttavia la visione estetica e l'immaginazione non sono nulla senza l'esperta artigianalità dell'atelier, dove la mano e lo spirito devono fondersi totalmente con l'originale ispirazione stilistica. La giacca Schiaparelli integra perfettamente la narrazione e il savoir-faire in una simbiosi assoluta.
 
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Un'unità di location e spazio, ma non di tempo. Una volta allestite, le giacche Schiaparelli sono diventate personaggi contemporanei i cui ruoli creano un parallelo tra i film in bianco e nero di Man Ray o Dalí realizzati nella piscina quasi novant'anni fa. Oggi, le loro produzioni mostrano temi eclettici. Le ragnatele ispirate a Louise Bourgeois, profili face-to-face ispirati a Jean Cocteau e la sensualità pop di Guy Bourdin sono alternati a segni zodiacali, soli, palme, iris e cuori trafitti.
 
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Epilogo - Oltre alla sartoria di Schiaparelli, è un abito in chiffon di seta rosa shocking che dà vita all'intensità di questa tonalità. Ironia del caso o un legame inaspettato: sotto la piscina, Marie-Laure aveva la sua stanza di lettura dipinta di rosa.
 
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Dress designing, incidentally, is to me not a profession but an art.
I found that it was a most difficult and unsatisfying art,
because as soon as a dress is born
it has already become a thing of the past.
Elsa Schiaparelli, Shocking Life, 1954

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