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sabato 8 marzo 2014

SERGIO DARICELLO F/W 2014


Anno 1799, Palermo. A seguito dei moti rivoluzionari di Napoli, i reali Ferdinando IV di Borbone e Maria Carolina d’Asburgo si trasferiscono a Palermo - divenuta capitale del regno delle Due Sicilie – dove fanno realizzare una villa dal gusto chiaramente orientale chiamata “Palazzina Cinese”, opera dell’architetto Marvuglia.
Dalla citazione culturale di questo monumento artistico palermitano e dagli appartamenti appartenuti alla regina Maria Carolina, si è sviluppata la ricerca che ha dato vita alla collezione AI 2014/15 di SERGIO DARICELLO. Tante influenze architettoniche, stilistiche e decorative si fermano in questo luogo magico dove estremo oriente, tardo rococò e stile neoclassico si fondono in modo unico.
Le linee della collezione riprendono così orale curve rocailles ottenute attraverso tessuti leggeri per creare le ricorrenti trasparenze e velature, ora strutture molto lineari e rigide, vago richiamo al mondo orientale. Il richiamo alla couture italiana e francese degli anni ‘50 e ’60 incontra le influenze contemporanee. Duchesse, chiffon e organze di pura seta, a creare sovrapposizioni e trasparenze in top e abiti, si mescolano a techno crepe, ai bouclé di lana con spalmature, ai tessuti jacquard molto sostenuti e a tessuti con paillettes con effetto 3D.
I soggetti delle stampe nascono dalle opere pittoriche neoclassiche presenti nell’anticamera della regina: donne neoclassiche ritagliate per creare un all-over dall’effetto “decoupage”.
Sulle t-shirt gli stessi elementi neoclassici incontrano elementi decorativi in bronzo del mobilio, scorporati dal loro contesto.I colori di collezione: nero, bianco e un rosa ciclamino scuro. 

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sabato 1 febbraio 2014

La Collezione Spring Summer 2014 di Sergio Daricello




Maggio, anno 1972 - Festival di Cannes. Fuori concorso partecipa il maestro Federico Fellini con il suo film “Roma”, il cui episodio “ defilé al Vaticano” è l’ispirazione principale della collezione “Sergio Daricello” Primavera Estate 2014.
Il film di Fellini, ironico e sarcastico, pone la parola “fine” a quella che era stata fino ad allora la “dolce vita”, periodo ricco e vivace sia a livello sociale che per il fashion system di quell’epoca. Nel frattempo dalle sartorie romane del dopo - guerra gli abili artigiani iniziavano a dichiarare “battaglia” agli atelier parigini con le loro creazioni.
Da quel punto spazio temporale si è sviluppata la ricerca che ha dato vita alla collezione: alta sartoria e abiti clericali sono strettamente legati da sempre, un ossimoro in cui la supposta semplicità della chiesa si scontra con lo sfarzo assoluto del mondo delle creazioni degli stilisti. Disarmonia che si è trasformata in spunto creativo, recuperando linee nette e decise, in contrapposizione all’abbondanza di linee arrotondate e di tessuti lavorati. Il contrasto tra l’ austerità delle linee e la ricchezza delle curve architettoniche delle chiese barocche è infatti la peculiarità delle linee di collezione.
La donna che vestirà la collezione Sergio Daricello è sicura del proprio ruolo sociale e professionale, esprime senza indugio la sua sensualità e femminilità, affermate grazie alla scelta dei dettagli, dei tessuti e delle trasparenze. I materiali utilizzati nella collezione sono sete, mikado e organze di pura seta per i capispalla che riprendono le linee trapezoidali degli abiti talari, della cappa papale e arcivescovile reinterpretata con le trasparenze dell’organza. Gli abiti, dalle proporzioni che richiamano gli anni 50, mescolano alle sete, i cotoni, i tulle lavorati o tecno chiffon con ricami floreali applicati a degradé. Le gonne hanno tre vestibilità: a corolla con pence, pencil – skirt  a vita alta e la gonna svasata a livelli che riprende i tagli e le sovrapposizioni di tutta la collezione. I pantaloni nascono a sigaretta in sete rigide o in cotone operato.
I top e le camicie sono in seta, cotone, organza tecnica, cotone con ricami applicati e sete stampate. I colori della collezione: bianco, nero e rosa antico. Le stampe sono un chiaro richiamo al mondo ecclesiastico, allover con elementi in oro, ostensori reinterpretati in chiave psichedelica per finire alla stampa affresco con cui il designer ha voluto onorare le sue origini utilizzando un affresco del pittore siciliano Vito D’anna “il trionfo di Palermo”. I capi iconici: la tuta effetto see - through, totalmente in organza con dettagli in pelle e mikado, il trench doppio in mikado con doppia funzionalità d’uso e l’abito bustier.

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