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venerdì 24 gennaio 2020

Jacob Cohën Junior - Collezione F/W 20/21


E' stata presentata a Pitti Bimbo 90, dal 16 al 18 gennaio 2020 a Firenze, la linea Jacob Cohën Junior firmata da Jennifer Tommasi Bardelle ed Enrico Linassi. La collezione raccoglie una sfida importante: scommettere sull’eccellenza restando fedele al linguaggio veloce dei nativi digitali dai 4 ai 14 anni.Fall/winter 2020-21Ritorno agli anni Novanta, al ritmo rock dei Green Day e dei No Doubt. Le bande di ragazzini si rincorrono nelle strade di Shoreditch, il quartiere più hipster di Londra, dove, dalle sfumature polverose del grigio asfalto, nascono graffiti intensi e vibranti, come vere e proprie gallerie d’arte a cielo aperto.Una collezione che fa leva su richiami culturali fra street art e band musicali, texture ricercate sul piano concettuale come su quello artigianale, ma contaminata da rimandi tecnologici, un po’ streetwear, molto rock and roll. Sempre capace di esaltare la signature del brand, sinonimo di denim e lusso, con una narrazione indipendente, lontana da ogni conformismo, alla prova di nuove sperimentazioni.Come le Salpe, segno distintivo della maison che in ogni stagione viene ridisegnato, rivisitato, reinterpretato. In cavallino coloratissimo, ma anche con tecniche ad alta frequenza, grafiche ispirate al lettering dei giochi Nintendo e patch metal stropicciati come la carta di un cioccolatino.Anche il motto “Go to bed with a dream, wake up with a purpose” (Vai a dormire con un sogno, svegliati con un proposito) diventa un invito a tutto campo su felpe e camicie in popeline, mentre il logo Jacob Cohën fa capolino accanto a uno Swipe, come su Instagram, mescolando realtà e virtuale.Ogni pezzo è pensato in ogni minuscolo dettaglio. Il check canadese fa coppia con l’immancabile denim; una preziosa ‘J’ in paillette campeggia protagonista su righee bande colorate; le bretelle sono a contrasto sulla T-shirt must have; il motivo dei ‘lupi nella notte’ è stampato su un morbidissimo Teddy Bear: diventa il trait d’union di un new romance grintoso, come nei concerti degli anni Novanta. Il tutto è completato da sciarpe, cuffie e calzettoni, bianchi naturalmente, con bande a contrasto.La palette dei colori interpreta il nero fino alla scala dei grigi e ai toni della terra (rossi desaturati fino ad arrivare al Malboro). Il grigio cemento delle strade, il color ferro delle industrie, la nebbia della periferia ‘inquinano’ le nuance dei toni accesi e del rosa e del rosso.

Per lei
Si muovono al ritmo vivace del rock and roll, con chiodo e maxi bomber in ecopelle, maglie illuminate da micro cristalli e felpone rigate. Scelgono camicie sfumate da note accese di colore (rosso e rosa) che si rincorrono sul denim. Indossano maglie ricamate come graffiti: impunture e running stitch si inseguono in bianco su fondo nero e in nero su base rosa. Ci sono lupi e boschi rischiarati dalla luna su T-shirt e cappotti da indossare con pantaloni, in denim e velluto, dal taglio skinny, worker, a vita alta e fascianti. Una partita metropolitana giocata su lavorazioni innovative e, soprattutto, tanta voglia di divertirsi.



Per lui
Eskimo, parka, anorak. Lo street-style incontra lavorazioni tecniche - come il denim stampato su nylon - da indossare con jeans slim, cargo, jogging con coulisse in vita e fatigue con tasconi applicati. Ci sono i finissaggi stone, i rammendi, le corrosioni al laser. E, per finire, quanta in ogni dettaglio: tutti gli accessori - coulisse, zip, bottoni, fermacorda - sono personalizzati con il logo e tinti nel blu istituzionale Jacob Cohën. In un binomio di identità e sperimentazione.

martedì 8 maggio 2018

JACOB COHËN APRE IL PRIMO FLAGSHIP STORE A MILANO

Jacob Cohen Boutique - 3

Jacob Cohën ricomincia da Jacob Cohën. Con l’apertura del primo flagship store, in via della Spiga a Milano, il brand italiano- di proprietà della Jacob Cohën Company spa- intende infatti tornare ai valori fondanti della sua filosofia: il culto della qualità dei materiali, cercati nei luoghi – dal Giappone all’Italia - dove il denim, le morbide lane e i ricchi cotoni sono massime espressioni di cultura tessile. La sartorialità da atelier che garantisce un fit perfetto sia nei jeans, sia nella camiceria o negli abiti femminili. La maniacalità dei dettagli - dalle rifiniture manuali alle impunture a contrasto, dai rivetti in metalli pregiati fino ai versi Go to bed with a dream, wake up with a purpose (Addormentati con un sogno, svegliati con un progetto) cuciti all'interno di ogni modello: li ha composti Nicola Bardelle, il visionario imprenditore che ha trasformato il marchio fondato da suo padre Tato nel 1985 nel sinonimo del primo Luxury Jeans della storia: un'invenzione che ha permesso ai capi fino ad allora considerati solo “sportivi” di essere presenti nei più prestigiosi store internazionali accanto ai nomi leggendari del prêt-à-porter.

Jacob Cohen Boutique - 1

Se Nicola è mancato prematuramente nel 2012, oggi è sua moglie, Jennifer Tommasi Bardelle che con lui aveva contribuito al lancio del marchio, a raccogliere- con lo stesso straordinario entusiasmo e generosità- il testimone di un’idea e uno stile che nel corso degli anni è stato copiato e ripreso da altre aziende, cui però è sempre mancato lo spirito di ricerca e l'ossessione per la perfezione che solo Jacob Cohën poteva e può garantire.
Jennifer, su suo impulso, punta oggi a completare l’ambizioso obiettivo che Nicola si era posto: trasformare Jacob Cohën, nel mondo, da firma importante a segno distintivo di un vero e proprio lifestyle, non confinato al solo abbigliamento uomo e donna, all'insegna della raffinatezza più estrema, di un'eleganza contemporanea, di un'inimitabile classe.
Il DNA della moda, nel nuovo spazio milanese, verrà infatti trasferito anche ad altri prodotti: una linea “Junior”, accessori, candele preziose, profumi per la casa, e addirittura una collezione stationery. Ognuno di loro è realizzato seguendo i princìpi dell'azienda: lavorazioni artigianali e dettagli curati fino allo spasimo. Perfino la “salpa”, l'etichetta su cui è stampata il logo, è cucita a mano e diventa preziosa come un gioiello.
«Con il nostro store monobrand», assicura Jennifer Tomasi Bardelle, «intendiamo non solo rilanciare l’appeal del Tailored Denim declinato per uomo, donna e bambino, ma un vero e proprio universo dove si trovino abiti e oggetti in linea con un gusto esigente e individuale, in linea con il nostro amore per una creatività che diventa reale solo se è realizzata con il massimo dell'impegno. Anche la collezione donna verrà potenziata con nuovi modelli, sempre sviluppati dal nostro team stilistico e, come tutto quello che è siglato dal nostro logo, rigorosamente Made in Italy. Dopo Milano sono previste altre aperture, a Londra e in seguito a Parigi».

Jacob Cohen Boutique - 2

Un colore - una sfumatura particolare di blu cobalto, brevettata in esclusiva – è il leitmotiv dello shop: si rincorre dagli arredi, ai capi, fino alle shopper, confezionate in carta così pregiata da poter essere riciclabili.
Il volume interno prevede due piani e intende essere elitario solo nelle proposte, ma non nella fruizione: sono state eliminate barriere architettoniche e ostacoli strutturali, tanto che si può dire che lo store sia il primo, nel mitico quadrilatero della moda, a offrire la possibilità di ingresso anche a portatori di disabilità motorie.
Alle pareti, l'amore per le tappezzerie vintage inglesi si traduce nella composizione quasi floreale delle “J”, simbolo del marchio, combinate come i petali di un fiore immaginario “scolpito” nel cemento, materiale scelto come punto di raccordo tra l'esterno e l'interno, nella continuità tra la città e un ambiente confortevole e sofisticato.
«Più che un luogo di vendita, sarà un'area dove condividere emozioni: una ledwall trasmetterà in loop immagini fortemente evocative di sensazioni piacevoli, avventurose, esotiche. Le vetrine saranno curate dall'architetto e window-artist JoAnn Tan», continua Jennifer Tommasi Bardelle.
Appena entrati, si troveranno le collezioni in denim disposte intorno a tavoli esaltati da dettagli in ottone, insieme al cemento, altro materiale principe. Al piano superiore sono presenti i display per gli accessori, una “Tailor Room” e, grazie a un uso di pannelli mobili, vi sarà la possibilità di delimitare una zona riservata.

Jennifer Tommasi Bardelle_portrait

Da un lato, se l'aspetto della qualità è in un certo senso, sottinteso a chi conosce i capi di abbigliamento Jacob Cohën, dall'altro oggi lo shopping si fa sempre più “esperienziale” e richiede, da parte dell'acquirente, anche privilegi immateriali: pioniere anche in questo, Jacob Cohën continua, come un rito che si perpetua nel tempo, a esprimere quelle piccole-grandi accuratezze che ne caratterizzano l'espressività estetica. Ogni paio di jeans è profumato con la tipica fragranza che, d'ora in poi, sarà possibile trovare anche in flacone perché possa essere rinnovata dopo oltre venti lavaggi.
La visione di Nicola Bardelle, il suo pensiero, la sua estetica è dunque aggiornata in questo concept store che vuole trasmettere la sensibilità all'espressione più incisiva e cordiale del piacere che i fan del marchio provano nei confronti della magnificenza e dell'amorevolezza delle cose fatte con attenzione e passione artigianale. Per superare la caducità delle tendenze e attestarsi come un classico quotidiano. Perché oggi giorno meritiamo di sentirci unici, importanti. E a nostro agio.