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lunedì 21 settembre 2020

LE DONNE ITALIANE Un numero speciale di Vanity Fair diretto da Francesco Vezzoli


Arriva in edicola mercoledì 23 settembre il numero speciale di Vanity Fair, diretto dal grande artista Francesco Vezzoli e dedicato alle donne italiane.
Donne simbolo per l'Italia e per il mondo, esempi di una cultura progressista che cerca il dialogo e che si oppone allo schema patriarcale per estirpare gli stereotipi di genere.
In copertina, una dichiarazione d'intenti: la modella Roberta De Titta Graziano, una delle transgender ritratte all'interno del giornale da Francesco Vezzoli, per la prima volta fotografo di un servizio di moda. La scelta di Roberta è un simbolo, l'emblema del messaggio provocatorio che vuole lanciare questo numero speciale di Vanity Fair: la necessità per tutti di transitare da una cultura maschilista a una più inclusiva, aperta e femminista.
«C'è un salto culturale storico da fare per tutti. Uomini, donne, tutti. Siamo chiamati ad abbandonare finalmente una cultura patriarcale che ci imprigiona in una logica perversa, prevaricatrice, violenta e soprattutto non inclusiva», dichiara il direttore di Vanity Fair Simone Marchetti. «Questo numero di Vanity Fair, meravigliosamente orchestrato dall'immaginazione di Francesco Vezzoli, mette in luce questo snodo epocale col contributo di grandi e potenti donne italiane in grado di incarnare perfettamente il cambiamento in atto. Abbiamo analizzato tutto questo in un equilibrio bellissimo di arte e informazione.»


All'interno, il giornale si sviluppa come un percorso di una galleria d'arte contemporanea con grandi ritratti di donna. Il magazine diventa così un libro da collezionare e i protagonisti, anzi, le protagoniste sono grandi firme che intervistano grandi donne. Daria Bignardi, giornalista e firma di Vanity Fair, intervista la scrittrice - fenomeno internazionale - Elena Ferrante, che qui si svela per la prima volta come non ha mai fatto prima. La giornalista ed ex direttrice di Vanity Fair Daniela Hamaui intervista il Ministro dell’interno Luciana Lamorgese in un dialogo sul valore dello Stato. L’attrice Isabella Ferrari intervista Caterina Caselli, una delle più grandi voci italiane. La cantante Emma Marrone intervista una delle politiche più influenti di sempre Emma Bonino, ragionando sul dovere dell'impegno civile. La giornalista Agnese Pini, unica donna a dirigere oggi un quotidiano in Italia, intervista la parlamentare Lucia Annibali, sfregiata con l’acido per mano del suo ex fidanzato. E ancora, la lista delle grandi donne italiane continua con Miuccia Prada e Chiara Ferragni intervistate dal direttore Simone Marchetti, Barbara D’Urso intervistata da Michele Masneri, Maria De Filippi in un dialogo con Francesco Vezzoli e il vice direttore Malcom Pagani che intervista anche l’attrice culto del cinema erotico italiano Zeudi Araya.


I grandi ritratti non finiscono qui: tra questi, un omaggio all’architetto e designer di fama internazionale Cini Boeri - recentemente scomparsa - scritto da un’altra grande donna del design e dell’architettura, Patricia Urquiola; ma anche Dacia Maraini che a Vanity Fair racconta l’amicizia e i viaggi con l’amico Pier Paolo Pasolini.
A ciascuna di queste donne, Francesco Vezzoli ha dedicato una nuova opera d’arte realizzata in esclusiva per Vanity Fair, ritraendole attraverso artwork che rendono questo numero un’edizione da collezione. In questa galleria iperbolica di volti contemporanei, tra le altre Chiara Ferragni diventa la Madonna di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato, Barbara D’Urso la contessa du Barry, Luciana Lamorgese Giovanna D’Arco e Emma Bonino il Mahatma Gandhi.


La sezione moda, invece, mette a fuoco l'analisi femminile e femminista del fashion system contemporaneo sviluppando i tre temi cardine che caratterizzano il lavoro delle più grandi maison e dei più bravi creativi d'oggi: il femminismo, l'anti femminismo e la questione del genere. Il primo tema, il femminismo, è rappresentato dall’opera della grande artista italiana Paola Mattioli, realizzato in esclusiva per Vanity Fair, con un commento d'autore, anzi d'autrici, condotto dall’esperta d’arte Raffaella Perna e da Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa delle linee femminili di Dior. Il secondo, l'anti femminismo, si incarna in Valentina, il personaggio culto dei fumetti di Guido Crepax, ridisegnato da Francesco Vezzoli con un guardaroba che raggruppa i capi più audaci delle collezioni moda del recente autunno inverno. La questione del genere, infine, viene raccontata in un’opera di Vezzoli che ritrae un casting di donne transgender vestite, non a caso, con l'abito del nemico, il look convenzionalmente appartenuto alla borghesia, in un capovolgimento di un'estetica che storicamente ha escluso e che oggi, all'opposto, diventa arma d'inclusione.


Con questo numero Vanity Fair continua la sua missione: portare l’arte nelle pagine del giornale e fisicamente anche nelle strade per creare dibattito, conoscenza ed emancipazione. Questo nuovo percorso del giornale, iniziato lo scorso anno, si è rafforzato ancora di più durante il lockdown con il contributo, tra gli altri, del premio Oscar Paolo Sorrentino, è continuato a maggio con JR, uno dei fotografi e degli street artist più famosi del mondo per la realizzazione di un murales a Parigi (diventato poi una cover di Vanity Fair) ed è arrivato a Paliano, la scorsa settimana, con l'artista italiano Ozmo che nella città ha creato un murales con il volto di Willy Monteiro Duarte, morto dopo essere stato picchiato da alcuni coetanei. Francesco Vezzoli, dopo aver creato ad aprile un’opera in esclusiva per Vanity Fair in omaggio a Lucio Fontana (un tricolore squarciato che è stato venduto all'asta da Sotheby's e il cui ricavato totalmente devoluto in beneficenza) torna a collaborare con il settimanale di Condé Nast Italia e dirige interamente questo numero.


Tutte le donne italiane e le lettrici di Vanity Fair saranno invitate a raccontare, attraverso la feature «Ask Questions» di Instagram, cosa vuol dire essere donna e la bellezza di esserlo. Le risposte ricevute diventeranno una sorta di enciclopedia digitale, a cui contribuiranno anche le protagoniste del numero, che racconta le donne italiane attraverso le loro parole pubblicate sul profilo Instagram di Vanity Fair.

sabato 23 maggio 2020

Paolo Sorrentino direttore artistico del nuovo numero di Vanity Fair Italia


Il premio Oscar Paolo Sorrentino è il direttore artistico nel nuovo numero di Vanity Fair, in edicola dal 20 maggio. Nelle mani del regista, il giornale diventa una sceneggiatura, un film che scrittura un cast stellare di attori, artisti e personalità in qualità di scrittori. Il progetto si ispira a La Grande Bellezza, capolavoro del regista premiato dall'Academy Award nel 2014, e si sviluppa seguendo un’ operazione multimediale innovativa, a metà tra cinema ed editoria.
Innanzitutto la copertina, uno stuolo di fenicotteri rosa fotografati di notte sulla Scalinata di Trinità dei Monti a Roma da Alex Majoli con Paolo Sorrentino: una visione iconica e surreale che annuncia la "Fase 4", momento onirico ma programmatico per pensare il futuro dopo il lockdown e i primi tentativi di ripartenza. Ognuno è chiamato a immaginare la propria Fase 4. Per Sorrentino, questa fase coincide col mito della Grande Bellezza italiana, tesoro e opportunità, un oceano di eccellenza a cui guardare e dai cui pescare ogni ipotesi di rinascita. Per il lettori che la guardano è un richiamo all'impegno e all'immaginazione: ognuno potrà inviare la propria visione del futuro usando l’hashtag #fase4 e descrivendo con una fotografia il proprio sogno per il domani.
Arricchiranno i contenuti del numero alcuni video che documentano il lungo lavoro del regista, tutti girati nella città eterna durante il lockdown. Per questo numero speciale, la città di Roma ha aperto in esclusiva alcune delle sue maggiori istituzioni culturali per reportage e performance artistiche organizzate da Vanity Fair insieme a Paolo Sorrentino, documentate nel numero e nei video. Tra queste, la Galleria Borghese e il Teatro dell’Opera.
Al numero contribuiscono come scrittori grandi personalità dello star system internazionale che raccontano esperienze personali, suggestioni o ricordi legati alla bellezza italiana: Sharon Stone, Jennifer Lawrence, Willem Dafoe, Christoph Waltz, Jude Law, Wes Anderson, Jane Fonda, John Malkovich, Rachel Weisz e Woody Harrelson.
Anche la moda italiana è protagonista: lo stilista Alessandro Michele partecipa all'operazione dialogando con Achille Lauro sul potere ruolo della bellezza nella cultura di oggi.
Per l'arte contemporanea, invece, Marina Abramović ha creato un'opera in esclusiva rispondendo a una domanda del regista.
Isabella Rossellini, infine, si aggiunge al cast stellare del numero raccontando la parabola della propria bellezza: dai ricordi dei genitori Ingrid Bergman e Roberto Rossellini al successo come icona nel mondo della bellezza e del cinema, fino al nuovo impegno come attivista, divulgatrice ed emblema di una nuova estetica inclusiva e femminista.

mercoledì 25 marzo 2020

Vanity Fair Italia: #IOCISONO, nuovo numero per la lotta contro Covid19


#IOCISONO
IL NUOVO NUMERO DI VANITY FAIR
DEDICATO A CHI STA LOTTANDO IN PRIMA LINEA
CONTRO IL CORONAVIRUS.
TUTTO IL RICAVATO SARA’ DEVOLUTO ALL’OSPEDALE PAPA GIOVANNI XXIII DI BERGAMO

Dopo aver pubblicato un numero speciale dedicato a Milano e all’Italia, distribuito gratuitamente nelle edicole della Lombardia, Vanity Fair conferma il suo impegno nel voler trasmettere un messaggio di speranza, di forza, di coraggio e soprattutto di gratitudine nei confronti di chi sta combattendo questa lotta globale in prima linea in Italia contro il virus Covid-19.
É proprio dedicato a medici, infermieri, farmacisti, operai, impiegati, volontari e lavoratori coinvolti nella lotta il nuovo numero del settimanale diretto da Simone Marchetti, in edicola dal 25 marzo per due settimane, il cui intero ricavato delle vendite in edicola sarà devoluto all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, uno dei più in difficoltà in questo momento.
Bergamo e i suoi ospedali si sono trovati loro malgrado al centro di un terremoto sanitario senza precedenti. La prova a cui tutto il territorio è sottoposto è durissima, e i presìdi sanitari sono la nostra prima linea. Medici e infermieri stanno facendo l’impossibile. Dobbiamo dare loro tutto il supporto possibile. Servono uomini e mezzi per affrontare una necessità di cure superiore alle attuali possibilità, pure moltiplicate dall’inizio dell’emergenza. Grazie dunque a Vanity Fair e al Gruppo Condé Nast per essersi messi al nostro fianco, con la forza dei propri canali di comunicazione e con una generosità che fa loro onore" commenta Giorgio Gori, sindaco di Bergamo.
In copertina del numero c’è Caterina Conti, pneumologa di 39 anni, una Dottoressa dell’Ospedale di Bergamo, impegnata nella struttura che più di tutte, ad oggi, ha raggiunto il limite dei ricoveri in terapia intensiva.
E se nel numero precedente si strillava in copertina #IoSonoMilano, (hashtag che su Instagram da Milano è arrivato in tutta Italia per poi rimbalzare in tutto il mondo in un coro universale di voci, famose e non, ripostato anche da grandi personalità internazionali), la nuova cover recita #IOCISONO, un messaggio di presenza e di impegno civile e umano che diventa esempio eroico.
"Ma non chiamate eroi questi medici, infermieri, lavoratori e volontari perché loro stessi non vogliono essere definiti così. Sono professionisti con un senso del dovere incredibile, lavoratori all'estremo delle forze e delle possibilità. Per noi, diventano il riflesso di un'Italia forte e piena di speranza, Paese da sempre in grado di superare i momenti più difficili. Le loro storie e le loro imprese, tutte narrate in questo numero, diventano un romanzo umano che ci accompagnerà per sempre, non solo nei giorni di questa emergenza" così Simone Marchetti, direttore di Vanity Fair.

Nel numero sono raccontate le battaglie quotidiane di coloro che sono alle prese con un’emergenza senza precedenti. Tra le tante storie di coraggio, c’è quella di una famiglia di farmacisti di Salerno che continua a lavorare per la comunità nonostante la figlia sia stata contagiata; quella di una cassiera e di un edicolante a contatto tutti i giorni con il pubblico; quella di un dipendente di una fabbrica che produce beni di prima necessità; quella di una volontaria che nelle Marche porta i farmaci a casa agli immunodepressi; e quella di un medico di base della provincia di Brescia che racconta la difficoltà di questo momento.
Un'edizione speciale che raccoglie storie di successi, di dedizione e di forza, come quella del Professor Tiberio, che ha riconvertito un reparto di rianimazione dell’ospedale di Padova, o di Patrizia Barbieri, sindaco di Piacenza, con la testimonianza dalla quarantena di una donna che non molla, e della solidarietà dimostrata dalle trattorie e dagli chef che cucinano gratuitamente per i medici.
Oltre alle interviste a Gennaro Arma, Comandante della Diamond Princess appena rientrato in Italia, encomiato per la coraggiosa quarantena sulla nave ormeggiata a Yokohama, e a Daniela Trabattoni, cardiologa del Monzino, il numero contiene le testimonianze di Chiara Gamberale, di Cesare Cremonini, di Daria Bignardi, e un racconto scritto per Vanity Fair dallo scrittore Eshkol Nevo sulla situazione del mondo ai tempi del Covid-19.

giovedì 9 maggio 2019

Vanity Fair Italia: Cattelan e Ferrari, omaggio alla Biennale Arte di Venezia


"Vi auguro di vivere in un periodo interessante” è il titolo della nuova Biennale d’Arte di Venezia a cui Vanity Fair ha deciso di rendere omaggio nel numero in edicola da ieri, data di inaugurazione della rassegna che aprirà al pubblico dall’11 maggio al 24 novembre.


Per questo omaggio il magazine ha deciso di coinvolgere nel servizio di moda Maurizio Cattelan, uno dei più grandi artisti italiani viventi, e il fotografo Pierpaolo Ferrari. Da questa unione nascono immagini che vanno oltre gli abiti e gli accessori: diventano domande. Domande libere, audaci, coraggiose e scomode per sfatare la semplificazione perché anche l’augurio di Vanity Fair è di vivere in tempi interessanti.