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domenica 31 marzo 2019

CURIEL HAUTE COUTURE S/S 2019


Una storia di fogli. Ci sono quelli di carta ingialliti dal tempo e fortunosamente ritrovati in uno scomparto segreto della libreria: un tesoro di disegni e appunti firmati da Gigliola Curiel dagli anni Quaranta in poi. Poi ci sono i fogli di chiffon, tulle oppure seta virtuosamente assemblati uno sull’altro in sartoria per creare volumi, strati di colore, tocchi di poesia. Nasce così un’alta moda senza precedenti perfino nella mistica dell’atelier: una vera e propria scatola del tempo che contiene passato, presente e futuro.



Si comincia dall’omaggio all’incredibile signora di Trieste che nel ‘47 arriva a Milano, apre una prima sartoria in via Durini e nel giro di tre anni si ritrova con 128 lavoranti a tempo pieno. Confrontando gli schizzi ritrovati in casa con il ricchissimo materiale d’archivio, la figlia Raffaella detta Lella e la nipote Gigliola detta Gil sono riuscite a ricostruire autentici capolavori come l’abito “TAGLIATELLE”
con 21 striscioline di tessuto lunghe fino ai piedi cucite, rivoltate e poi appoggiate sul bordo in sbieco nell’incavo della schiena di un sublime modello da sera in cady nero del 1960. Stesso esercizio di stile su uno spettacolare completo presentato nel 1950 a Palazzo Grassi: abito e cappotto da gran sera in lana e seta jacquard color AURORA con incrostazioni di rose magistralmente piazzate nei cinque pannelli che compongono il paltò. Per un vestito corto con incorporata una collana in minuscole perle di vetro ci vogliono oltre 100 metri di chiffon: MILLEFOGLIE rosa, fucsia, turchese, bluette, viola, rosso, giallo fresia.


Nella REDINGOTE di faille rosso ci sono invece 10 cannoni fatti ad ombrello che rendono il passo regale e danzante. Sotto abito rosso a pieghe verdi in organza jacquard: un gioco cromatico da alta sartoria. L’apoteosi di asimmetrie e sovrapposizioni arriva con il vestito lungo in chiffon SMERALDO: 18 metri di velo impalpabile tagliato in sbieco, drappeggiato e doppiato fino a formare un’indimenticabile gonna a forma di calla asimmetrica. Unico nel suo genere il modello GIGLIOLA con 47 metri di chiffon rosso e rosa drappeggiati in sbieco sul corpo.


Non mancano poi i pantaloni a portafoglio bluette sotto la giacca evasè di organza ricamata in punto tessitura nella stessa tinta, il classico CURIELLINO con plissè a portafoglio e giacca trapuntata a ricami degradè per non parlare dell’abito GIALLO RANUNCOLO a pieghe di mikado drappeggiate e poi decorate con un rilievo di foglie ricamate.
In tutto sono 25 pezzi d’autore che raccontano la storia di una famiglia matrilineare. Ortensia, Gigliola, Raffaella, un’altra Gigliola e ora sua figlia Ortensia. Ce ne vogliono di fogli per scrivere questa storia di donne eleganti che lavorano per l’eleganza delle donne.



sabato 22 settembre 2018

CURIEL HAUTE COUTURE F/W 2018

CURIEL HAUTE COUTURE FW 18-19 - FINALE

Una collezione haute couture che diviene viaggio onirico, miscelando sinuosi segni d’arte e asciutte grafiche di patterns, ricerca stilistica e volontà di astrazione. Un plot che intreccia pittura, architettura e musica, evocando per frammenti tanti echi letterari, decorativi ed emotivi.Narrazione di straordinaria felicità creativa, grazie a un altissimo savoir faire sartoriale totalmente italiano. La Maison Curiel rimedita il suo imprinting mitteleuropeo tramite un approccio giovane, libero e moderno. E’ il viennese Gustav Klimt e la sua opulenta matrice Sezession - una parabola che si staglia al tramonto dell’impero asburgico, tra Otto e Novecento - l’ambito di riferimento. Ma non solo. Affiorano dalla complessa e appassionante semantica espressa, le sublimate geometrie di Hoffman, di Otto Wagner e Koloman Moser, o il colorismo fauve ed espressionista di Egon Schiele; non manca, perfino, il surreale optical e la cifra architettonica ipercromatica di Hundertwasser, genio contemporaneo austriaco a tutto tondo e figlio ideale dell’esperienza secessionista. La poetica di Klimt, la sua visione intessuta di orientalismi sontuosi e d’oro bizantino viene liquefatta, dissolta e resa essenziale, per ricomporsi in una texture dinamica e pulsante di pixel. Nucleare e sfuggente, è riletta nella sua forma più interiore e matematica grazie a un’inedita corrispondenza tra ivresse ornamentale, simbolo e rigore formale. La materia tessile, secondo modi e tecniche innumerevoli e sapienti, abbraccia questa continua metamorfosi. Cosi come la palette imprendibile, inafferrabile nelle mille e mille sfumature e invenzioni tonali distillate, sovrapposte e incrociate senza timore alcuno. Il blu si declina in nuances infinite e cangianti: turchese e mikado, ottanio, lapislazzuli o pavone, trascolora in un bouquet di verdi, dallo smeraldo e malachite fino al peridot. Ecco il rosso lacca, l’arancio d’oriente esaltato da oculi ellittici di colori vividi a rilievo in cornici d’oro vecchio e un delicato rosa début du Siècle.

CURIEL HAUTE COUTURE FW 18-19 - PH. 1

Fluttuano impalpabili trame di pizzo nero e il dentelle avorio, frammisto a cigno e visone candido, dell’abito da sposa, ispirato al ritratto di Sonja Knips.

CURIEL HAUTE COUTURE FW 18-19 - PH. 2

Sui pittorici manteaux dalle forme ampie e suggestive - il riferimento sono semi-dee klimtiane come Johanna Staude, musa e compagna dell’artista Emilie Flöge e la stilizzata Adele Bloch-Bauer - tutti reversibili, galleggiano broderies o si librano stereometrie vibranti, mentre all’interno prendono vita magistrali e organiche concrezioni di plissées o broccati a contrasto dallo splendore metallico. Coats tutti siglati sul fondo da un’iscrizione programmatica e gioiosa: Curieloves You. Una vera dichiarazione d’amore, ricamata a concrezioni di canutiglie o di minuscole perle, che si rivelerà soltanto nel finale dello show. Velluto e chiffon brodé, network di spessori e lavorazioni mirabili, alleggerite da bordi in fil coupé e fioriture fiabesche. Altrove, abbaglianti damier lamé dialogano con arabeschi cinesi e neo-rinascimentali. E, ancora, piccoli paletot in tweed a bulbo, siglati da losanghe graffite.

CURIEL HAUTE COUTURE FW 18-19 - PH. 3

E’ poesia il cielo stellato e la sinfonia di verdi acquei e blu profondi di una notte estiva sull’Attersee che si racconta attraverso microscopiche paillettes sul fourreau racchiuso da uno scrigno in velluto ton-sur-ton. La pelle lavorata come filigrana aurea intrisa di bagliori, si abbina a strati di chiffon bluette. Vi sono tessuti antichi e preziosi, superfici dévorées, bottoni e spille Jugendstil, elementi metallici e applicazioni di pietre di un lusso barbarico e balzante. Trasparenze e ricchezza avvolgente, alchimia e ossimoro.

CURIEL HAUTE COUTURE FW 18-19 - PH. 4 BIS

Antinomie, giochi di opposti che identificano un’estetica atemporale e favolosa. Armonia ed equilibrio lineare che si nutre di eccesso, che si trasforma in miraggio per dichiararsi pura sensazione di bellezza. Quaranta modelli lungo un’elegia che magicamente riesce ad annullare il tempo.

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