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domenica 23 luglio 2017

Exhibition design: intervista ad Alexander Bellman - Allestire con la luce

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Tre diverse sedi e tre differenti progetti espositivi basati sulla luce, per valorizzare, sottolineare, raccontare le opere di Giancarlo Vitali, importante artista del '900 a cui Milano ha dedicato TIME OUT, una mostra distribuita tra Palazzo Reale, il Castello Sforzesco, il Museo di Storia Naturale, completata da un'installazione firmata da Peter Greenaway alla Casa del Manzoni.
Alexander Bellman dello studio C14 approfondisce in un'intervista il tema dell'allestimento, soffermandosi su quali sono state le sfide dal punto di vista progettuale per TIME OUT e come sono state risolte.

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"A Palazzo Reale, dal punto di vista della luce, le scelte secondo me sono state obbligate, naturali quasi, trattandosi di una pittura così profonda nello spessore del segno e nel colore. Fin dall’inizio il concetto di base si è indirizzato verso un’illuminazione diretta e coerente, come si diceva una volta “d’accento”, con proiettori sagomati ovviamente ad altissima resa cromatica, equilibrio di contrasti leggeri e medi, studio di ogni singolo angolo di incidenza e di ogni singola opera.
Questa è la base, poi si lavora sui freddi e sui caldi, come nella Sala delle carni, che consiglio di andare a visitare, ma soprattutto sulla percezione del visitatore e sulla continuità di un percorso lineare come quello di una mostra, che è fatto di una successione di sensazioni e punti di osservazione, di emozioni che crescono con il procedere della visita e con l’attraversamento delle soglie."

Palazzo Reale - Time Out

"Quella che abbiamo pensato per il Castello Sforzesco è un’installazione incredibile: oltre a disegnare, insieme a Romeo Sozzi, "Set-up", un tavolo espositivo ed auto-illuminato, abbiamo costruito un mondo di luce in una sala come la Viscontea, che all’inizio ci sembrava difficilissima per quello che dovevamo fare.
Tutto nasce dalla quasi sconosciuta tecnica dell’incisore di affumicare le lastre con la fiamma della candela, appendendole al soffitto, per esempio con artigianali pinze di ferro, che si tramuta in un percorso di luce fatto di riflessioni antiche."

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"Si cammina sotto un soffitto formato da un’infinità di lastre metalliche (in realtà sono solo una piccola parte della incredibile produzione di Giancarlo Vitali), sospese a diverse altezze sopra la testa dei visitatori utilizzando i pesanti tralicci esistenti, che quasi scompaiono.
Guidati da un tappeto rosso, da un gioco d’ombre e da una ventina di micro-lampadine alogene, si procede per 40 metri, quasi al buio, guardando in alto alla scoperta progressiva delle singole lastre, e scoprendo nelle superfici dei metalli i disegni e i temi delle opere. Il tempo ed il personale ritmo di ogni visitatore diventa la guida: puoi metterci ore come secondi, per arrivare alla soglia illuminata della sala successiva, dove “Set-up" mostra un estratto di opere finite, esposte come se fossero realmente nella fase di asciugatura degli inchiostri."

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"Nel Museo di Storia Naturale, invece, l’installazione è dedicata all’abate Stoppani, ai fossili, ed abbiamo utilizzato un tavolo espositivo di 12 metri, "Miss-Ultin”, disegnato da me riprendendo la suggestione  di uno scheletro/impronta di un enorme pesce di lago. Lo si percepisce nel buio, attraverso le sue linee decise ed irregolari, che, come disegni nella pietra generati da  una tensione interna e senza tempo, sembrano in continua e lenta evoluzione."

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