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giovedì 26 aprile 2018

Alcantara e l’arte nell’Appartamento del Principe: Nove viaggi nel tempo

ChiharuShiota_Riflessionedispazioeditempo

Dal 5 Aprile al 13 Maggio 2018
Palazzo Reale, Piazza Duomo 12, Milano

In Nove viaggi nel tempo, una eccezionale combinazione di talenti, 10 sensibilità artistiche del nostro tempo, si esprimono attraverso 9 progetti (Esther Stocker e Iris van Herpen hanno prodotto la loro opera in collaborazione), con linguaggi differenti: dalle trasfigurazioni della pittura alla moda, dal digital design alla musica, guidate dalla specificità di un unico medium, Alcantara®. Hanno infatti tutti analizzato il materiale in ogni sua declinazione e potenzialità, ne hanno esplorato i processi di invenzione e fabbricazione, hanno lavorato con tecnici ed esperti, in percorsi autonomi o attraverso collaborazioni.
I 10 artisti sono: Aaajiao, Andrea Anastasio, Caterina Barbieri, Krijn de Koning, Li Shurui, Chiharu Shiota, Esther Stocker e Iris van Herpen, Zeitguised, Zimoun. Ognuno – con l’inedita coppia Stocker/van Herpen – ha creato un’opera site specific, dialogando con l’Appartamento del Principe, un luogo carico di spunti creativi: rampa di lancio per viaggi tra laboratori di scienze anomale, anaconde, mutazioni, sinusoidi, apparizioni oracolari, metronomi sghembi, giravolte della natura in artificio e viceversa. Una successione di scenari fantastici, tra architetture effimere e dispositivi sonori interattivi.



Come nelle altre due mostre, Codice di avviamento fantastico e Ho visto un re, anche qui una delle tracce principali, “il tempo”, è il risultato della conversazione tra gli artisti, che hanno avuto, l’occasione di incontrarsi sia a Palazzo Reale che nello stabilimento Alcantara, all’inizio del progetto e, alle volte, durante il suo svolgimento.
Ma “il tempo” è anche il risultato della conversazione tra artisti e materiale, artisti e luoghi, artisti e curatori. In questo caso l’Appartamento del Principe ha generato una riflessione sulle diverse dimensioni del tempo: sul “nostro” tempo, quotidiano e pratico, breve, opposto, o complementare, al “tempo scientifico”, dilatato e impercepibile.
Come per le altre due mostre, il pensiero al centro del percorso espositivo siamo noi. Nove viaggi nel tempo è immaginata come un tragitto esperienziale solcato da spiriti disposti a lasciarsi avvolgere dalla meraviglia. Ogni ambiente si rivela una sorpresa che ci proietta in diverse e divertite dimensioni spazio-temporali. Un tragitto a volte astratto, ma mai irraggiungibile, che ci sospinge tra mondi ed esperienze estetiche sorprendenti.
La realtà microscopica messa in scena da Aaajiao, il muro di micro-variazioni percussive di Zimoun, le geometrie zoomorfe di Esther Stocker e Iris van Herpen. Il mondo mutato della misteriosa chimera di Andrea Anastasio e delle fitte ragnatele di Chiharu Shiota. L’anamorfosi digitale di Zeitguised, l’universo elettronico di Caterina Barbieri e del suo sintetizzatore interattivo. Il tempo della quarta dimensione, lontano dal nostro vissuto e dalla nostra capacità di comprensione, evocato da Li Shurui. I riferimenti spazio-temporali dell’architettura che avvolge la mostra che svaniscono nella stanza di Krijn de Koning.

“Ancora una volta, con questo progetto, i prestigiosi spazi dell’Appartamento del Principe vivono un’atmosfera magica, adatta ad accogliere e condurre per mano, di stanza in stanza, tutto il pubblico che vorrà lasciarsi avvolgere dal fascino di questo universo immaginifico. Siamo molto felici di partecipare alla produzione culturale del nostro Paese, affermando l’identità del marchio tramite
l’innovazione e la sperimentazione. Attraverso l’arte contemporanea il materiale Alcantara® permette ad artisti e creativi di misurarsi con infinite possibilità espressive, come hanno dimostrato i capitoli precedenti di questo nostro felice dialogo con Palazzo Reale.” – così si è espresso Andrea Boragno, Presidente e Amministratore Delegato di Alcantara.
“Questo ciclo di mostre è il progetto più complesso e intrigante al quale abbiamo lavorato insieme negli ultimi anni. Unire Alcantara, l’azienda e il materiale, 25 artisti, più di 20 produzioni originali, e l’obiettivo di interesse pubblico dovuto all’ospitalità di Palazzo Reale, è stata una sfida che pensiamo abbia aperto nuove prospettive nel mondo delle commissioni e del rapporto pubblico-privato. Nove viaggi nel tempo segue le altre due mostre come lo svolgersi di un pensiero o di un sogno, ed è forse la sintesi di quello che abbiamo fatto in tutto il ciclo: un processo che ha spinto sempre più avanti la conversazione tra artisti, Alcantara® e gli spazi dell’Appartamento del Principe. Abbiamo la presunzione di pensare che chi la visiterà, passerà di sorpresa in sorpresa, come è successo a noi nel prepararla, insieme agli artisti, ai responsabili di Alcantara, ai tecnici e ai nostri collaboratori. È una mostra “di anticipazione”, come si diceva un tempo della fantascienza.” – hanno commentato i curatori della mostra, Davide Quadrio e Massimo Torrigiani.

La prima stanza dell’Appartamento del Principe accoglie l’opera che apre il percorso espositivo: Desiderio (Desire) di Aaajiao Accolti in un ambiente lattiginoso, dalle pareti avvolte di Alcantara® bianca, siamo proiettati in una dimensione spaziale clinica e microscopica, fronteggiati dall’unità fondamentale dell’Alcantara®: il suo DNA. Il suo primo tempo.
Una grande capsula trasparente dalla forma organica avvolge un corpo dai contorni sfumati, fase embrionale del processo produttivo del materiale: si tratta del ‘fiocco’, la forma primaria di Alcantara® che ne precede la fase di agugliatura, il processo che
tramite un sistema di aghi mobili conferisce forma e compattezza al materiale.

Desiderio_Aaajiao

Nella stanza successiva, l’opera di Zimoun: 156 motori DC, cavi, scatole in MDF di 30x30x3cm (156 prepared dc-motors, wires, mdf boxes 30x30x3cm). Una parete taglia lo spazio diagonalmente e letteralmente ‘canta’ le proprietà sonore dell’Alcantara®, battendone il tempo. Qui, il materiale – utilizzato nella sua forma grezza, priva di colore e finiture – si configura come una pelle, a ricoprire una teoria di tamburi percossi meccanicamente, grazie a un sistema di motori in corrente continua. Al riverberare dell’insolito rivestimento, moltiplicato decine e decine di volte lungo lo spazio, un susseguirsi di emissioni acustiche: potenzialmente infinito, ripetitivo, ma mai uguale a se stesso. La stanza, e il materiale, diventano un inedito e gigantesco strumento musicale dalle sonorità ipnotiche.

ZimounZimoun_01

Il terzo ambiente è il palcoscenico della collaborazione tra la designer Iris van Herpen e l’artista Esther Stocker: Indefinitamente estesa (Extended Indefinitely).
Un abito scultura, realizzato attraverso un meticoloso processo di lavorazione artigianale dell’Alcantara®, sembra lanciarci al cospetto del simulacro di una civiltà sconosciuta, futura o di un tempo dimenticato. Il vestito, una presenza fantasmagorica, prende vita estendendosi in tutte le direzioni in un ambiente oscuro, ritmato da sottili fettucce di Alcantara® bianca e da una coreografia di fasci luminosi, lame bianche di uno spazio e di un tempo indefiniti.

IrisVanHerpen_EstherStockerIrisVanHerpen_EstherStocker_02

Le due stanze a seguire sono affidate ad Andrea Anastasio e al suo Eden. Ispirata a una gigantesca anaconda, metafora della civiltà dei consumi, che tutto ingurgita, l’opera si presenta come sintesi di elementi di produzione industriale, uniti a rimandi decorativi all’Appartamento del Principe e punteggiati da splendidi innesti floreali. Siam condotti lungo un sentiero che attraversa un
paesaggio di suppellettili urbane, nobilitate e trasformate in materia viva da una lussuosa quanto inquietante ‘muta’ di Alcantara®: un pitone mutato e laminato. Oggetti comuni a ogni essere vivente oggi, umano e non. Il lusso onnivoro.

AndreaAnastasio_Eden_01AndreaAnastasio_Eden_02AndreaAnastasio_Eden_03

Il sogno di Chiharu Shiota, Riflessione di spazio e tempo (Reflection of Space and Time), è l’approdo successivo. Concepita come un luogo universale che conserva le memorie dell’umanità, una fitta ragnatela monocromatica – segno distintivo della produzione dell’artista, che vede in questa occasione l’uso di 110 km di fettuccia di Alcantara® (detta anche ‘guardolo’) applicata in fase di installazione – attraversa e avvolge una struttura all’interno della quale si stagliano due iconici costumi bianchi in Alcantara®. La loro immagine si riflette e moltiplica negli specchi collocati al centro della struttura e lungo le pareti della stanza, alterando la percezione fisica e temporale dello spazio circostante, in un continuo rimbalzo di scorci e illusioni. Di veglia e sogno.

ChiharuShiota_Riflessionedispazioeditempo

La settima stanza è la proiezione materiale di un calcolo informatico di geometria procedurale, dal titolo Oltre il giardino nucleare (Beyond the Nuclear Garden) del collettivo berlinese Zeitguised. L’opera è frutto di un algoritmo sviluppato per questa occasione, che fa emergere dal pavimento della stanza da cui è generata un’isola distorta di colori e forme. Siamo accolti da un geiser cromatico su cui posa un cilindro dalle forme organiche, eco della stanza successiva, scenario dell’opera di Caterina Barbieri. Frutto di un’inedita quanto spontanea collaborazione nata nel corso della progettazione della mostra.
La scena dell’opera di Zeitguised si estende nell’opera, dallo stesso titolo, Oltre il giardino nucleare (Beyond the Nuclear Garden), della musicista Caterina Barbieri, che condivide con lo studio tedesco l’amore per la sintesi digitale. Amore che si riflette nella sua attenta e accurata ricerca sulla natura sintetica del suono. E in questo contesto, sull’Alcantara®.
Anche qui, è la stanza a dare forma all’installazione. Barbieri ha processato una serie di registrazioni ambientali realizzate nello stabilimento di Alcantara a Nera Montoro (Terni). La sua musica è costruita seguendo una intonazione originale ispirata alle leggi della intonazione naturale e intorno alle frequenze di un synth-scultura, col quale siamo invitati a interagire. Un viaggio tra diversi materiali acustici, oscillanti tra armonia e rumore, melodia e ritmo, dove le connotazioni più tradizionali della musica sono distorte o contorte in diversi modi diversi, come i pavimenti e le pareti decorate dell’Appartamento, reinventate secondo i disegni di Zeitguised.

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Proseguendo, ci ritroviamo in un ambiente dalle connotazioni sacre: un grande tholos dalla complessa struttura curvilinea occupa il volume della stanza affidata a Li Shurui. Rivestito in Alcantara® stampata con i motivi optical che caratterizzano la produzione pittorica dell’artista, il Tempio di reverenza per la conoscenza oltre la comprensione umana (Temple of Reverence for Knowledge Beyond Human Comprehension) è uno spazio progettato per supplicare, umilmente, la quarta dimensione e tutti quei regni dell’esistenza che oltrepassano la nostra conoscenza ed esperienza. Per aiutarci, con ogni mezzo possibile, ad accettare la nostra goffaggine tridimensionale, lineare e limitata nel tempo, ed espandere la nostra coscienza.

Li Shurui

Conclude la mostra l’Opera per Alcantara (Sedia blu) (Work for Alcantara, Blue Chair) di Krijn de Koning, con una operazione di straniamento spaziale che ci conduce in una camera interamente rivestita in Alcantara® blu, i cui profili architettonici con porte, finestre, passaggi e vani geometrici si sovrappongono allo spazio reale, mettendo in scena una percezione fittizia del tempo e dello spazio. All’interno di questa ‘stanza-nella-stanza’ troneggia una poltrona camaleontica, realizzata a immagine e somiglianza della struttura architettonica, e protagonista dell’opera.

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ALCANTARA MAKING OF

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lunedì 1 agosto 2016

HO VISTO UN RE: Alcantara e 9 artisti interpretano l’Appartamento del Principe

2. ARBESSER, ARTHUR

Ho visto un re è una mostra promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale e Alcantara che animerà le stanze dell’Appartamento del Principe dal 20 settembre al 23 ottobre 2016, e sarà visitabile gratuitamente.
 
Alcantara, l’azienda che produce e commercializza l’omonimo materiale innovativo nel mondo, con questa mostra a Palazzo Reale di Milano interpreta in chiave contemporanea l’atmosfera di uno spazio dalle connotazioni storiche, con un progetto nato per coinvolgere e stupire. Ho visto un re presenta infatti opere realizzate ad hoc da 9 artisti internazionali provenienti da diversi mondi creativi. Un incontro tra arte, teatro, musica e moda che dà vita a un percorso di sperimentazione intorno al materiale Alcantara® e al contesto nel quale il progetto avviene: l’Appartamento del Principe.
Gli artisti sono: Maurizio Anzeri, Arthur Arbesser, Paola Besana, Gentucca Bini, Matthew Herbert, Taisuke Koyama, Francesco Simeti, Adrian Wong & Shane Aspegren.
Il percorso espositivo si articola lungo le 10 stanze dell’Appartamento del Principe in cui ogni artista dà vita a una narrazione coerente e condivisa.
Per loro Alcantara è diventata l’ispirazione attraverso cui hanno potuto scrivere un racconto collettivo i cui protagonisti sono quelli del nostro immaginario fiabesco: re, regine, principi e principesse, ranocchi e labirinti, che si muovono attraverso il volo della nostra immaginazione e delle loro storie. Fili conduttori di una mostra
poliedrica, in dialogo con l’architettura e i decori dell’Appartamento, in un vivace gioco di rimandi e sovrapposizioni, guidato dai curatori.
Un progetto Alcantara-specific e site-specific, un doppio binario di pensiero che ha impegnato gli artisti e noi in unariflessione accurata e leggera, grazie a una committenza originale e a un modo diverso di interagire con uno spazio come l’Appartamento del Principe. Invece di considerarlo “vetrina” o “scenografia”, l’abbiamo pensato “spirito” e “luogo”. Uno spunto che ha stimolato tutti a reinventare spazio e materiale in forme che a noi per primi son sembrate sorprendenti”, dice Massimo Torrigiani, uno dei curatori della mostra.
Palazzo Reale regala così al pubblico una selezione di opere inedite di grandi dimensioni concepite per le sue sale. Sculture, fotografie, abiti, installazioni e performance dialogano con l’Appartamento del Principe in una reinvenzione continua.
Il titolo Ho visto un re mira dritto al cuore di Milano, citando la celebre canzone di Enzo Jannacci. Un brano dal ritmo scanzonato, un’ironica presa di posizione contro l’arroganza dei potenti. Uno spirito, che qui, con l’arte e con le stesse suggestioni fiabesche della canzone, si riappropria di uno spazio che un tempo era destinato a pochi, restituendolo gratuitamente a tutti, con una veste contemporanea.
Questa abitazione raramente abitata, insieme alla possibilità che gli artisti hanno avuto di incontrarsi e stare insieme, parlare e lavorare approfonditamente con il materiale, sono state la fonte di ispirazione per tutti. Hanno provocato intrecci, sovrapposizioni e collaborazioni, liberando un immaginario tutto nuovo, una sana e irriverente creatività”, commenta Davide Quadrio, curatore della mostra.
Alcantara è un materiale versatile, utilizzato dall’industria automobilistica sino alla moda, che entra qui a pieno titolo nell’arte contemporanea con una mostra caleidoscopica, nella quale si sente e si vede che gli artisti si sono divertiti a esplorare un medium innovativo. Il risultato è un’esposizione giocosa e sorprendente che viaggia sui binari del loro immaginario.
Siamo estremamente compiaciuti di questa nuova collaborazione con Palazzo Reale – ha dichiarato Andrea Boragno, Presidente e Amministratore Delegato di Alcantara – Questo progetto esplicita e ribadisce la nostra identità di impresa attraverso una serie di commissioni a sostegno della cultura del nostro tempo. Alcantara è un materiale unico e questa mostra ne ha messo in luce l’incredibile versatilità anche all’interno di un processo di ricerca creativa, dimostrando inoltre come un gioco di variazioni sul tema possa creare una sfida dalle soluzioni imprevedibili.”
Alcantara diventa così un modernissimo libro di fiabe che accompagna i visitatori attraverso gli ambienti di uno dei palazzi più prestigiosi di Milano, plasmando una visione creativa piena di sorprese. 

Dal 20 settembre al 23 ottobre 2016 Appartamento del Principe di Palazzo Reale, Milano
 
1. ANZERI render di Sandro Martini -® sandromartini.com livingmedia.co.uk3. GENTUCCA BINI

mercoledì 22 aprile 2015

Alcantara, Technology of Dreams

Alcantara,Technology of Dreams

Si inaugura questa sera nella straordinaria cornicedelle stanze dell’ Appartamento del Principe a Palazzo Reale la mostra Alcantara, Technology of Dreams, che sarà aperta al pubblico da domani al 31 Maggio. Lamostra è un invito a varcare le soglie e i confini fra realtà e sogno, fra concretezza e immaginazione.
Lo storico spazio offre l’ambientazione ideale per raccontare il percorso di un’azienda da sempre proiettata nel futuro, pur conservando i valori di un saper fare tipicamente italiano ammirato in tutto il mondo.

Chromophone_Ico Migliore and Mara Servetto

Alcantara invita a Palazzo Reale nelle stanze dell’Appartamento del Principe. Entrare nella dimora di un Principe è un’esperienza quasi onirica, come varcare la soglia tra realtà e sogno, concretezza e immaginazione. 

Oh Man, It is A Ray_Ingo Maurer

L’eccezionale contesto storico, ricco di memorie e suggestioni del passato, diviene l’occasione per dare nuova prova delle straordinarie caratteristiche di Alcantara attraverso opere site specific. Progettisti provenienti da ambiti diversi (Fashion, Product, Light, Interior, Exhibition Design) sono stati chiamati a interpretarle entrando in relazione con un luogo unico: uno spazio storico nel quale il meglio delle manifatture dell’epoca dava vita a una vera opera d’arte totale in termini di realizzazione, dettaglio, finitura, ideazione. Qui tradizione e innovazione si coniugavano in un lavoro assimilabile a quello di un’impresa contemporanea quale Alcantara, un’azienda che guarda al futuro portando con sé queste radici come base della sapienza produttiva italiana che il mondo da sempre ammira e prende come punto di riferimento.

Su-real_Gentucca Bini

La mostra di Alcantara a Palazzo Reale vuole raccontare lo spirito di comunione tra tecnologia, arte, industria e innovazione con la capacità di resa impeccabile del dettaglio e la versatilità di un materiale al servizio della visione d’autore.

Table of Wonders_Giulio Cappellini

I temi di Bellezza, Flessibilità, Tattilità, Avvolgenza e Trasformabilità sono alla base di opere site specific che alcuni grandi interpreti della contemporaneità hanno saputo immaginare in una dimensione fantastica resa possibile dall’alta tecnologia. Le installazioni guidano attraverso un sottile filo conduttore che lega passato e presente tessendo il fluire della nostra storia. L’esperienza del visitatore ricorre a una dimensione plurisensoriale, dove vista, tatto, olfatto e udito sono sollecitati in un effetto di sinestesia continua. 

The Prince's Theatre_Nendo

Quello che emerge è che il bene più prezioso è l’intelligenza di un progetto capace di donare una diversa visione delle cose. E il vero sogno è disporre della tecnologia che lo rende realizzabile. 

The Stronghold of Silence_Paola Navone